Pubblicato da: ond@zone su: ottobre 31, 2009

Il film, candidato al Festival Internazionale di Roma 2009, per la regia di Donatella Maiorca, viene dato nelle sale cinematografiche in questi giorni, riscuotendo un successo tra la gente, che, inconsapevolmente, si ritrova ad assistere ad uno spettacolo poco rispondente alle prerogative di un romanzo ambientato nella Sicilia ottocentesca.
Poco si evince dal titolo stesso “Viola di mare”, ovvero “Minchia di re”, titolo originale quest’ultimo del romanzo di Giacomo Pilati, dal cui testo è stata estratta una libera interpretazione della trama (se ne suggerisce una lettura antecedente alla visione).
La tematica predominante è quella dell’omosessualità soltanto al femminile, affrontata esclusivamente in una provincia siciliana, Trapani, dove un padre-padrone non riesce ad accettare, in un primo momento, la diversità della figlia. Ebbene, nessuno ha tenuto conto del fatto che quella dell’omosessualità è una realtà non esclusivamente siciliana e non solamente al femminile. L’immagine emersa mostra la Sicilia quale unica Terra di dolori, negatività, violenza, intrighi familiari, restrizione mentale, intolleranza nei confronti di tutto e di tutti, come se si stesse descrivendo la realtà di un’Isola avulsa dal resto del mondo.
Quali le ripercussioni sulla psiche di un adolescente che, attraverso un film, vorrebbe trarre un insegnamento di vita?
Ariel74
un film stupendo
parto col contestare un elemento concettuale dell’articolo di ariel74. parlare di “film diseducativo” implica inferire l’esistenza, al contrario, di un principio pedagogico in una pellicola. la scuola, le famiglie, i circoli, quelle sono agenzie educative, quelle che dovrebbero integrare, tra le tante cose, il senso che l’omosessualita’ puo’ rivestire individualmente e collettivamene. viola di mare non doveva minimamente educare qualcuno a qualcosa, per la sua essenza stessa di film, opera che possiamo considerare al crocevia tra l’arte e l’intrattenimento. e cercando di immedesimarmi nel tuo punto di vista probabilmente avrebbe dovuto arrivare alla “lezione” che l’omosessualita’ alla fine si cura, dato che invece non hai percepito il “messaggio” (che è cio che un film manda) di forte amore, rispetto, forza, perseveranza che abbatte “dolori, negatività, violenza, intrighi familiari, restrizione mentale, intolleranza nei confronti di tutto e di tutti”. gli adolescenti che guardano viola di mare non rimarrano traumatizzati dalle scene sessuali, meglio ancora se qualcuno parlera’ con loro prima e dopo; l’adolescente eterosessuale restera’ della sua eterosessualita’ e comprendera’ che al mondo esiste una componente dell’amore spesso ghettizzata e disprezzata ma di essenza universale rispetto al concetto di “amore”. l’adolescente gay probabilmente avra’ una speranza in piu’ per non sentirsi un diverso in un mondo di babbuini che lo discriminano.
prima di parlare (e siamo tutti liberissimi di farlo nel rispetto delle nostre posizioni) comprendiamo bene l’italiano che sta dietro le nostre frasi.
carissimo ariel74, ti sei alzato col piede sbagliato stamane, vero ? Sulla tua Isola c’è statobrutto tempo ? Ho indovinato ?Parafrasando una nota canzone di una nota cantante (guarda un pò) siciliana ti leggo confuso ed infelice ! Scorrendo il tuo commento al film potrei dedurre che appartieni alla categoria non espressa nel film ma questo, sinceramente , a me ed a chi ha visto il film poco importa: in effetti piuttosto che perdersi nell’evidenziare cosa manca occorrerebbe valutare cosa c’è ! Finalmente una storia d’amore, italiana, ottocentesca ma, direi, quanto mai attuale e senza confini ( ricordiamoci sempre che la madre degli idioti e dei perbenisti è sempre incinta ! ) Eppoi mi dai dell’ “inconsapevole”! Ma chi credi di essere: uno Sgarbi criticocinematografico ?? Leggevo, anzi divoravo i Malavoglia quando tu forse non eri neanche nato ! Non penso che l’intenzione della regista fosse quello di creare una parodia di certe fiction televisive laccate e leccate, ma di portare lo spettatore a riflettere sui contenuti del film piuttosto che sulla originalità dei costumi di scena. Per finire due domande: ma come ti può passare per il cervello l’idea di proporre la censura di questo film ? Possibile che tu non abbia colto nei vari personaggi e, soprattutto nella scena finale, segnali di amore e di speranza ? Il bicchiere può essere sempre visto mezzo vuoto o mezzo pieno: a noi la scelta.
Sono d’accordo con Fede e per nulla con questo articolo! Il film, bellissimo, racconta di una storia d’amore e cerca di far emergere proprio questo messaggio: l’amore è superiore ad ogni cosa, al sesso, al luogo, al tempo, alla società retrograda, all’inettitudine della gente. L’amore è libertà di poter amare chi si vuole.
Cara Giusy, come dici tu anche io e Fede abbiamo espresso il nostro pensiero in libertà.
Come sarebbe bello se ognuno di noi potesse esprimere anche i propri sentimenti in libertà…
Ho visto il film e successivamente letto il libro…non condivido ciò che scrivi, perché ritengo che sia l’autore del libro che gli sceneggiatori e la registra non avevano nessuna intenzione di raccontare la realtà omossessuale nel suo complesso mondiale. Si sono limitati a raccontare una storia, ispirata alla realtà, in maniera onesta e pur rimanendo fedeli all’epoca sono riusciti ad attualizzarla. Il mondo è pieno di realtà come quelle raccontante nel film, e nessuna dopo aver visto il film credo abbia pensato della Sicilia le cose che dici. Questa la mia opinione ! il film mi è piaciuto e la storia è una bella storia d’Amore!
Cara/o FEDE, e’ bellissimo potere esprimere il proprio pensiero in libertà… questa è la mia idea…ottimo il tuo punto di vista…ma ognuno ne trae gli insegnmenti che vuole… Le belle storie d’Amore si possono raccontare in tantissimi modi… Ad Ariel non è piaciuto il MODO… tutto quì…le intenzioni di un regista o di uno sceneggiatore sono IMPORTANTISSIME…sai perchè? Perchè il film è alla portata di tutti, di grandi e piccini, di persone serene e meno serene…dunque, il CINEMA dovrebbe dare Messaggi POSITIVI,… e non deve solo spettacolarizzare certi aspetti che, potevano essere trattati in maniera più DELICATA… e non così diretta…tutto quì…BISOGNA STARE ATTENTI QUANDO SI PARLA AD UN VASTO PUBBLICO…SI DEVE CERCARE DI NON URTARE LA sensbilità di chi soffre…Grazie, Spero tu abbia capito questa volta!
Cara Giusy, scusami se rispondo dopo tanto tempo, ma solo oggi ho visto il tuo commento…Ti ringranzio, ma non avevo nessun bisogno di ulteriori spiegazioni su quello che è il pensiero di Ariel, perché l’ho compreso benissimo, ma continuo a non condividerlo. Il cinema non deve dare messaggi esclusivamente positivi, nella storia nel nostro cinema ci sono un’infinità di film, anche grandi capolavori, che non hanno messaggi positivi anzi… Il cinema, secondo il mio modestissimo parere, deve raccontare anche la realtà, che non sempre è positiva! Basta con questo perbenismo, viviamo in un mondo che è ANCHE violento, intollerante, crudele e non solo colorato, felice e bello! Il film ha trattato l’argomento in maniera delicata e nel giusto modo, diretto quanto basta!
Federica
… complimenti a chi esprime il proprio pensiero in libertà…
luglio 8, 2010 a 4:53 pm
e troppo bello